04.03.2014 |
Darragh O.
Andare a vedere di persona le attività di valutazione in corso nelle concessioni dei fornitori di APP (parte 3 di 3)

Le valutazioni delle aree ad Alto Stoccaggio di Carbonio (High Carbon Stock, o HCS) sono tutta un’altra storia. Alex Thorp di Ata Marie, un’impresa che ci segue nello svolgimento delle attività, dice che di per sé il processo di valutazione è semplice, ma che in questo caso la sfida è enorme per via della vastità del territorio su cui bisogna operare: ben 2 milioni e 600mila ettari.

Siamo arrivati a Bumi Mekar Hijau (BMH), Sumatra meridionale, in tempo per prendere parte all’ultima giornata di lavoro sul campo prima di passare alla concessione successiva. Il team aveva già svolto molto del lavoro di analisi delle immagini satellitari e aveva trascorso tre giorni sorvolando la concessione per una valutazione aerea del territorio.

Ci siamo fatti strada nella zona di foresta naturale più estesa della concessione, un’area di 6.000 ettari di foresta secondaria rigenerata, che ospita elefanti e orsi malesi, insieme a innumerevoli altre specie. Insomma, giungla a tutti gli effetti!

Una squadra ha aperto un sentiero attraverso la boscaglia con i machete e siamo avanzati fino a che non ci siamo trovati al fresco, all’ombra della foresta. Come per le attività HCV (High Conservation Value), anche in questo caso, il team aveva predisposto una serie di ripartizioni lineari, lungo le quali ha poi tracciato aree circolari a intervalli di 75 metri. Su ogni tratto di 15 metri, gli alberi sono stati contrassegnati e ne è stato misurato il diametro. Ho scoperto che esiste un metro a nastro che viene posizionato attorno al fusto, ma è calibrato per misurare il diametro, anziché la circonferenza. Questa cosa mi ha mandato fuori di testa! Mi hanno detto che c’entra anche il pi greco.

Come Alex aveva promesso, è stato un lavoro abbastanza semplice. Tutti i dati raccolti dal satellite, quelli ottenuti sorvolando e tramite il lavoro sul campo verranno incrociati per creare una mappa ben definita delle aree più ricche di carbonio nelle concessioni di APP.

Le valutazioni HCS, tuttavia, si limitano a misurare il carbonio in superficie e non considerano quello che può essere liberato dal sottosuolo, un aspetto di particolare importanza nel caso di piantagioni ubicate su terreni torbosi. Per questo motivo, ora vi è un altro team di specialisti, provenienti dall’Università di Wageningen nei Paesi Bassi, che si sta occupando di questi aspetti.

Il lavoro del team specializzato in torbiere è appena iniziato; una volta terminato, combinerà i risultati ottenuti con quelli ricavati dalle valutazioni HCV e HCS per sviluppare i Piani di Gestione Integrata e Sostenibile delle Foreste, che delineeranno come ognuna delle 38 concessioni dei fornitori di  APP dovrebbe essere gestita per minimizzare le emissioni di carbonio e massimizzare il potenziale di conservazione. Non è comunque possibile limitare il campo d’azione alle concessioni, perché, per poter salvaguardare la foresta, è necessario considerare anche tutto il territorio circostante. Ciò implica che dovremo lavorare con le istituzioni, con altre aziende e con le ONG, se davvero vogliamo fare la differenza nel lungo periodo.

Per quanto ne sappiamo, non sono mai stati sviluppati piani di questo tipo su una scala ampia come quella su cui sta operando APP. Speriamo che portino a un futuro brillante per questi paesaggi, di cui siamo custodi, e che rappresentino un esempio di buone pratiche che anche altri possano seguire.

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